Per l’
Andrea Doria il
2020 doveva essere l’anno del 125° compleanno della polisportiva e del 100° anniversario della sezione pallanuoto, che tra il 1921 e il 1931 vinse ben 8 scudetti. L’epidemia di
coronavirus ha invece costretto il club ligure a mettere i festeggiamenti da parte e a barcamenarsi tra grandi difficoltà economiche e la necessità di adeguarsi alle
normative anti-Covid, uno scenario purtroppo noto a molte altre società sportive italiane. “Ma siamo ripartiti a pieno regime - dice con orgoglio Andrea
Moraci, responsabile del settore pallanuoto - Vedremo come andrà. Di certo fa strano vedere poche persone in corsia”.
Il vero problema per l’Andrea Doria, che gestisce la
piscina di Carignano (25 metri), sono i conti da far quadrare. “Siamo stati costretti a contingentare il numero degli atleti e degli iscritti ai corsi e naturalmente stiamo incassando meno. Quanto? Diciamo meno della metà: in una corsia dove c’erano 12/13 bambini ora ce ne sono 6. E temo che con l’inverno, con la stagione dei malanni, possano diminuire”, continua Moraci. Il dirigente genovese, però, chiarisce che, nonostante i problemi, la missione dell’Andrea Doria: “Siamo in difficoltà, sì,
ma all’agonismo non rinunciamo”. “L’atmosfera è buona, i ragazzi sono caricatissimi: dagli HaBaWaBa alla prima squadra che gioca in B”, aggiunge Moraci.
La conferma arriva anche da Alessio
Lamberti, coach degli
HaBaWaBa dell’Andrea Doria. “Siamo tornati ad allenarci con tutte le cautele - dice il tecnico - Abbiamo meno ragazzi in acqua e tutti riescono a seguire abbastanza facilmente le regole del protocollo anti-Covid. Teniamo tre allenamenti settimanali, ma ci siamo organizzati anche con delle sessioni a secco, visto che gli spazi acqua si sono ridotti per le norme anti-contagio. Possiamo dire che gli agonisti, non solo della sezione pallanuoto, si allenano leggermente meno, ma che ci alleniamo tutti”.
E i più felici sembrano essere proprio i ragazzini di Lamberti. “Dopo il lockdown avevamo già ripreso gli allenamenti a giugno, ma si erano presentati in pochi. L’entusiasmo è alle stelle, i ragazzi non vedevano l’ora di toccare una palla. Molti di loro avrebbero dovuto partecipare agli eventi HaBaWaBa di
Lignano Sabbiadoro e sono rimasti delusi quando sono stati annullati. L’International Festival è mancato anche a me, è un’esperienza con i ragazzi molto importante perché permette di legare con loro, di fare squadra. Sono d’accordo con il blocco delle categorie, così chi non ha potuto partecipare nel 2020 potrà rifarsi l’anno prossimo: vengo a Lignano Sabbiadoro da tempo e ho constatato come l’entusiasmo dei ragazzi verso la pallanuoto aumenti nettamente dopo aver partecipato all’
HaBaWaBa International Festival”.
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