The biggest youth water polo event in the world: for U9, U11 and U13, held every year in Lignano Sabbiadoro (UD) and drawing teams from five continents.
When is the next Festival?
From 13 to 20 June the week for U9 and U11, from 20 to 27 June the week for U13.
Do boys and girls play together?
U9 and U11 tournaments include girls’, boys’ and mixed teams. The U13 event is split into a girls-only tournament and one for boys-only or mixed teams.
How do you enter the Festival?
Open the page of the event for your team (U9-U11 or U13) and follow the Registration Guide: it contains the information, duties, costs and deadlines. A club can enter more than one team in a single tournament.
Where do teams stay during the Festival?
Teams, made up of players, coaches and officials, all stay inside Bella Italia & EFA Village. Parents, family and supporters travelling with the team can enter the village by paying admission.
What is the Champion’s Passport?
It is a code of ethics: the values of sport to respect in order to be part of the HaBaWaBa community.
What is the aim of the HaBaWaBa project?
To spread the values of sport among children and create a deep bond with water polo through an unforgettable experience.
Spinelli, rivelazione in A1: “HaBaWaBa primo amore” · HaBaWaBa
Spinelli,rivelazioneinA1:“HaBaWaBaprimoamore”
Il 17enne portiere del Posillipo ha disputato la sua prima competizione all’International Festival: “Amici e divertimento, esperienza indimenticabile”
Sabato scorso Roberto Spinelli ha blindato il primo posto del Posillipo nel girone D di A1 maschile con una spettacolare doppia parata su Willy Molina e Valerio Rizzo nel finale della gara con il Savona. Un gesto tecnico che ha chiuso una prima fase di stagione eccellente da parte del portiere salernitano, divenuto titolare della squadra rossoverde a soli 17 anni: dopo l’addio di Tommaso Negri, passato alla Pro Recco, il Posillipo non ha avuto dubbi nel puntare su Spinelli, il cui cartellino era stato rilevato nel 2018 dall’Arechi e che era stato portato a Napoli nell’estate del 2019. Un anno di apprendistato dietro Negri e via, il ragazzino s’è preso la scena, impressionando per reattività e personalità tra i pali: d’altra parte che avesse talento s’era già visto in A2 e anche agli Europei U17 di Tbilisi 2019, dove Spinelli è stato il portiere dell’Italia arrivata a vincere l’oro dopo la tragica scomparsa di Nando Pesci, sostituito in Georgia da Massimo Tafuro.L'11° compleanno di Spinelli festeggiato all'HaBaWaBa International Festival 2014 con tutta la squadra. In alto un'immagine dell'epoca e una del portiere oggi, con la calottina del Posillipo (foto Nunzio Russo)
“Io rivelazione? Diciamo che me la sto cavando bene - spiega Spinelli a Waterpolo Development -, ma è solo grazie alla tranquillità e alla fiducia che mi trasmettono i compagni di squadra, coach Roberto Brancaccio e la società”. Parole da atleta maturo, quelle di Spinelli, che per giocare in A1 s’è trasferito da Salerno a Napoli: studia al liceo scientifico e come molti coetanei attende di rientrare a scuola dopo mesi di Dad, la famigerata didattica a distanza. “Dovremmo rientrare in presenza, ma con turni tra mattina e pomeriggio. C’è gran confusione e pensare di studiare con metà classe in aula e metà a casa non è bello”. Senza la scuola, a Spinelli restano la piscina e lo spogliatoio, una fortuna riservata da mesi solo agli agonisti, a causa della chiusura degli impianti all’attività commerciale. “In piscina si sta sicuramente meglio che a casa o per strada, soprattutto quest’anno che al Posillipo c’è un gruppo bellissimo, ci divertiamo e questo sta portando risultati”. Che il divertimento, insieme al lavoro ovviamente, sia la base del successo Spinelli l’ha imparato da piccolo a Salerno, quando ha abbandonato il nuoto e ha iniziato a giocare a pallanuoto all’Arechi. “Non volevo più nuotare e i miei genitori mi hanno spinto a non abbandonare la piscina, così ho iniziato con la pallanuoto: mi è piaciuta subito, poi ho conosciuto Tonino Luongo, un allenatore che è davvero bravissimo a farti appassionare a questo sport”.Tonino Luongo con Ratko Rudic all'HaBaWaBa
All’Arechi la squadra era tale in acqua e fuori, i ragazzi si strinsero in un legame strettissimo alimentato dalla passione di Luongo, oggi tecnico della Pallanuoto Salerno, un autentico maestro del team-building. “Tonino ci teneva sempre insieme, ci portava al cinema o a mangiare la pizza e così costruì un gruppo molto unito. E questo è proprio l’aspetto che più mi ha fatto amare la pallanuoto: il fatto che sia uno sport di squadra, in cui si lavora in gruppo, tutti insieme”. E per cementare l’unione di una squadra di bambini, stringere il legame tra loro e con la pallanuoto, quell’Arechi non poteva che arrivare all’HaBaWaBa International Festival. “Ho partecipato solo all’edizione del 2014 - continua Spinelli - avevo 11 anni ed è stato il mio primo bellissimo torneo. Fu un’esperienza incredibile perché da bambino non hai alcuno stress, la pallanuoto è solo uno svago, un divertimento. È uno dei momenti che mi ha segnato di più, perché ti fa vivere tutta la bellezza dello sport e dello stare insieme, completamente spensierati. Avessi conosciuto prima l’HaBaWaBa, avrei iniziato a giocare a pallanuoto più presto per partecipare a più edizioni”.Spinelli in azione all'HaBaWaBa International Festival 2014
Non potendo tornare indietro, Spinelli guarda avanti, al suo futuro di sportivo. “Mi ispiro a Soma Vogel (il portiere ungherese del Ferencvaros che vinse la Champions League 2019 a soli 22 anni, ndr), credo di somigliargli dal punto di vista fisico, di come sta in acqua e anche sul piano emotivo - dice Spinelli -. Ho tanti sogni, ma non ne parlo, preferisco pensare stagione dopo stagione. In questa, oltre a fare bene con il Posillipo, mi piacerebbe partecipare ai Mondiali U20 di Buenos Aires (in programma ad agosto, ndr)”. Tornare a giocare con gli azzurrini prima, magari, di vestire l’azzurro del Settebello: il nome di Spinelli è tra gli osservati speciali del c.t. Sandro Campagna e chissà che dopo le Olimpiadi di Tokyo il portierino salernitano non si affacci in Nazionale A. Per riuscirci, dovrà continuare a saltare da un palo all’altro e a divertirsi, proprio come quando, da bambino, scoprì la meraviglia della pallanuoto all’HaBaWaBa International Festival.