The biggest youth water polo event in the world: for U9, U11 and U13, held every year in Lignano Sabbiadoro (UD) and drawing teams from five continents.
When is the next Festival?
From 13 to 20 June the week for U9 and U11, from 20 to 27 June the week for U13.
Do boys and girls play together?
U9 and U11 tournaments include girls’, boys’ and mixed teams. The U13 event is split into a girls-only tournament and one for boys-only or mixed teams.
How do you enter the Festival?
Open the page of the event for your team (U9-U11 or U13) and follow the Registration Guide: it contains the information, duties, costs and deadlines. A club can enter more than one team in a single tournament.
Where do teams stay during the Festival?
Teams, made up of players, coaches and officials, all stay inside Bella Italia & EFA Village. Parents, family and supporters travelling with the team can enter the village by paying admission.
What is the Champion’s Passport?
It is a code of ethics: the values of sport to respect in order to be part of the HaBaWaBa community.
What is the aim of the HaBaWaBa project?
To spread the values of sport among children and create a deep bond with water polo through an unforgettable experience.
Parla Claudio Zopone, patron dell’ABDA, associazione che lavora con minori in difficoltà e che organizzerà a Bauru la prima tappa HaBaWaBa in Sudamerica
Per portare l’HaBaWaBa in Sud America, la Waterpolo Development ha scelto un partner molto particolare. È l’ABDA, l’associazione di Bauru che usa la pallanuoto e lo sport per migliorare la vita dei bambini in difficoltà. Fondato nel 2010 dall’ingegnere e filantropo Claudio Zopone, l’ABDA partecipa da anni con le sue squadre all’HaBaWaBa International Festival di Lignano Sabbiadoro - il più grande evento di pallanuoto giovanile al mondo - e nel dicembre 2020 organizzerà la prima edizione di HaBaWaBa Brazil. Del progetto ABDA abbiamo parlato con lo stesso Zopone. Mr. Zopone, l’ABDA non è solo una società sportiva.La bacheca dell'ABDA di Bauru (tutte le foto di Donato Fidelis)
No, è un progetto sociale che include diverse aree. Usiamo lo sport e principalmente la pallanuoto per inserire i bambini nella società: il 99% dei nostri atleti viene da famiglie che vivono con meno di 300 euro al mese. Persone che hanno davvero bisogno. Il nostro lavoro si basa su tre fondamenta: lo sport, l’educazione e l’impegno. I bambini si sentono accettati quando vengono trattati con amore, rispetto ed educazione.Con quanti ragazzi lavora l’ABDA?
Sono 6.300 tra pallanuoto, nuoto, atletica, nuoto ed atletica per disabili e la nostra orchestra filarmonica. Poi abbiamo istituito una borsa di studio per supportare chi va a scuola o voglia studiare tecnologia e inglese. I ragazzi sono seguiti sotto ogni punto di vista: abbiamo nutrizionisti, fisioterapisti, un intero team medico, psicologi. Abbiamo tutto ciò di cui hanno bisogno. Molti ragazzi vengono da situazione delicate, non hanno i genitori o li hanno in prigione. Grazie al nostro lavoro, la criminalità infantile, dai 14 ai 18 anni, s’è ridotta del 50% a Bauru, che adesso è una delle città più sicure del Brasile. Abbiamo lavorato in aree dove il tasso di criminalità era molto alto e la polizia non entrava: possiamo dire che l’ABDA è entrata prima della polizia e senza avere alcun legame con i leader delle associazioni criminali locali. Abbiamo una forte collaborazione con la polizia stessa e l’intera comunità. Abbiamo tanti ragazzi, ma li trattiamo individualmente, con programmi specifici per la loro personalità. E loro sono il nostro orgoglio: alcuni di loro adesso sono diventati ingegneri civili. Insomma, non ci occupiamo solo di sport, anche se i nostri risultati sportivi sono ottimi: le nostre squadre di pallanuoto sono ai primi posti nello stato.Perché avete scelto la pallanuoto e non un altro sport di squadra?
Perché è uno sport molto difficile, come la vita. Con la pallanuoto i ragazzi possono imparare a essere padroni della propria vita: in questo sport se non ti impegni, se non hai disciplina, non puoi giocare, non puoi ottenere risultati. Nella vita accade lo stesso, per questo amiamo la pallanuoto. E conoscendo lo sport sono felici, capiscono che possono lasciare la violenza fuori dalla loro vita. E all’ABDA non esistono differenza di razza, religione o sesso: l’unica differenza è tra chi lavora duro e chi no.
Perché volete organizzare una tappa dell’HaBaWaBa In Brasile?
In primis, vogliamo mostrare ai nostri ragazzi che nulla è impossibile, che tutto può essere raggiunto se ti impegni. I nostri bambini amano l’HaBaWaBa: la prima volta che partecipammo all’HaBaWaBa International Festival solo 11 bambini vollero venire. Avevano un po’ di timore a lasciare casa, a viaggiare fino in Europa. Poi l’HaBaWaBa ha conquistato tutti, l’anno scorso abbiamo dovuto scegliere tra 200 bambini. E partecipare al Festival è diventato un motivo di orgoglio per tutta la città di Bauru. Adesso vogliamo mostrare alla gente che l’ABDA è parte di questo evento anche qui, in Brasile, rendere orgogliosi i nostri bambini e mostrare loro che sono uguali agli altri e che l’HaBaWaBa è possibile anche a Bauru.Quante squadre e quanti paesi puntate a coinvolgere?Claudio Zopone, patron dell'ABDA, insieme ai ragazzi della squadra di pallanuoto
Tutti i paesi del Sud America: alcune squadre da Colombia, Venezuela, Cile, Argentina, Uguruay e Perù sono state già qui per degli allenamenti. Squadre da almeno 5 di questi paesi parteciperanno ad HaBaWaBa Brazil, altre saranno brasiliane: avremo almeno 20 squadre.
L’evento si svolgerà nel centro sportivo dell’ABDA.
A Bauru abbiamo 5 centri con piscina, il più grande è quello dell’ABDA con 2 vasche da 50 metri, ma nel caso avessimo più iscritti abbiamo pronti un’altra piscina 25 metri. L’impianto può ospitare fino a 2.500 spettatori. Le squadre partecipanti saranno alloggiate nei migliori alberghi di Bauru.HaBaWaBa Brazil è l’unico nuovo progetto sportivo in cui vi siete impegnati recentemente?
Da poco abbiamo ristrutturato il parco acquatico Julio Delamare, che è parte del complesso Maracanà: si tratta del più grande progetto sportivo a Rio de Janeiro e uno dei più grandi in Sud America, verrà utilizzato da 1.200 bambini. Il 93% dei nostri progetti sono finanziati personalmente da me e mio fratello Junior, per cui fare sempre più cose non è facile. Ma pensiamo che possiamo fare di più: lo dobbiamo ai nostri bambini. Clicca qui per altre notizie sul mondo HaBaWaBa