The biggest youth water polo event in the world: for U9, U11 and U13, held every year in Lignano Sabbiadoro (UD) and drawing teams from five continents.
When is the next Festival?
From 13 to 20 June the week for U9 and U11, from 20 to 27 June the week for U13.
Do boys and girls play together?
U9 and U11 tournaments include girls’, boys’ and mixed teams. The U13 event is split into a girls-only tournament and one for boys-only or mixed teams.
How do you enter the Festival?
Open the page of the event for your team (U9-U11 or U13) and follow the Registration Guide: it contains the information, duties, costs and deadlines. A club can enter more than one team in a single tournament.
Where do teams stay during the Festival?
Teams, made up of players, coaches and officials, all stay inside Bella Italia & EFA Village. Parents, family and supporters travelling with the team can enter the village by paying admission.
What is the Champion’s Passport?
It is a code of ethics: the values of sport to respect in order to be part of the HaBaWaBa community.
What is the aim of the HaBaWaBa project?
To spread the values of sport among children and create a deep bond with water polo through an unforgettable experience.
Kai Inoue: “Il mio viaggio iniziato all’HaBaWaBa” · HaBaWaBa
KaiInoue:“Ilmioviaggioiniziatoall’HaBaWaBa”
Dopo l’esordio col Giappone ai Mondiali di Doha, il 17enne mancino punta alle Olimpiadi: “Il Festival mi ha spinto a realizzare i miei sogni”
Kai Inoue ha conosciuto la pallanuoto negli Stati Uniti, è diventato un vero giocatore in Giappone, ma quando gli chiediamo dove ha cominciato a credere in una carriera da sportivo la risposta è immediata: “All’HaBaWaBa International Festival. L’obiettivo a cui punto è l’Olimpiade, ma il mio viaggio è iniziato a Lignano Sabbiadoro. L’HaBaWaBa mi ha spinto a realizzare i miei sogni”. Un sogno che oggi è più vicino che mai: Inoue ha partecipato ai Mondiali di Doha con il Giappone ed è tra i possibili convocati della nazionale nipponica per i Giochi di Parigi 2024.
Kai Inoue all'HaBaWaBa. In copertina un'altra immagine dal Festival e una dai Mondiali di Doha 2024.
Nato il 21 dicembre 2006, Inoue è un mancino rapido e dotato di un ottimo tiro, che prima di approdare nella nazionale maggiore si era già messo in luce ai Mondiali U16 del 2022, conquistando il titolo di capocannoniere del torneo, e ai Mondiali U20 del 2023. Vive a Kyoto, ma dai 5 ai 13 anni è cresciuto in California, a Irvine. E ad Huntington Beach, nello United Water Polo Club del padre Takeshi Inoue - personalità nota nel mondo della pallanuoto, già membro del Comitato Tecnico della FINA nonché consigliere di Waterpolo Development - ha iniziato a giocare a pallanuoto.Fu proprio tuo padre a portarti all’HaBaWaBa International Festival per la prima volta.
Conosce molte persone nella pallanuoto e nel 2014 riuscì a inserirmi nella squadra maschile del Camogli. Con loro ho disputato 5 eventi HaBaWaBa tra U9, U11 e U13 (l’ultima all’HaBaWaBa PLUS del 2019, ndr) ma a Lignano Sabbiadoro ho giocato anche con lo United Water Polo.Cosa ricordi di quelle esperienze?
Ricordo la prima volta: ero piccolissimo, avevo 8 anni ed ero molto nervoso perché era la mia prima esperienza sportiva all’estero e inoltre non parlavo italiano. Ma al Camogli ho trovato tanti bambini che amavano la pallanuoto e ho cambiato prospettiva, ho finito per legarmi a tante persone e per fare molte amicizie. Fuori dall’acqua comunicavo con uno smartphone, utilizzando Google Translate. Ma in acqua era più facile: “pass”, “shoot” erano parole comprensibili per tutti. E poi i gesti: possiamo dire che la pallanuoto è una lingua universale.Hai dei momenti preferiti dei tuoi giorni all’HaBaWaBa?
Due in particolare. Uno al waterpark del villaggio, è un momento che mi ha aiutato moltissimo a legare con i compagni di squadra: il Festival non è solo il torneo, ma c’è spazio anche per tanto divertimento fuori dalla competizione. L’altro è invece legato a una partita: era una semifinale e arrivammo ai rigori, fui l’ultimo tiratore e sbagliai. A quel tempo fu dura mandarla giù, ma guardandomi indietro oggi anche quello è un bel ricordo, che non dimenticherò: mi è servito per capire cosa sia lo sport.
Inoue durante Giappone-Serbia a Doha 2024.Pensi che l’HaBaWaBa abbia rafforzato il tuo legame con la pallanuoto?
Sì, e credo sia un evento che ogni bambino dovrebbe provare una volta nella vita, specialmente perché vi partecipano squadre da così tanti paesi. C’è tanta gente e tutti vanno a vedere le finali, che si giocano in un’atmosfera davvero unica per una competizione di livello giovanile. Quell’esperienza mi ha fatto venire voglia di partecipare a questo tipo di competizione, di giocare a livello internazionale. E ovviamente di impegnarmi per raggiungere quel livello.
A febbraio ti sei preso la soddisfazione più grande della tua carriera, per ora: la partecipazione ai Mondiali.
È stata la mia prima volta ed è stata folle. Il debutto è avvenuto contro la Serbia di Dusan Mandic, il mio idolo da quando gioco a pallanuoto: ho anche segnato il mio primo gol ai Mondiali, non credevo a cosa stesse accadendo. È stato davvero un sogno. Il prossimo è Parigi 2024.
Non è semplice, il livello dei giocatori in Giappone è alto. Ma Olimpiadi o no continuerò con la pallanuoto: ho un altro anno di superiori, poi vorrei giocare in un college negli Stati Uniti per migliorarmi prima di trasferirmi in qualche club in Europa. Magari in Italia, dove tutto è cominciato.