The biggest youth water polo event in the world: for U9, U11 and U13, held every year in Lignano Sabbiadoro (UD) and drawing teams from five continents.
When is the next Festival?
From 13 to 20 June the week for U9 and U11, from 20 to 27 June the week for U13.
Do boys and girls play together?
U9 and U11 tournaments include girls’, boys’ and mixed teams. The U13 event is split into a girls-only tournament and one for boys-only or mixed teams.
How do you enter the Festival?
Open the page of the event for your team (U9-U11 or U13) and follow the Registration Guide: it contains the information, duties, costs and deadlines. A club can enter more than one team in a single tournament.
Where do teams stay during the Festival?
Teams, made up of players, coaches and officials, all stay inside Bella Italia & EFA Village. Parents, family and supporters travelling with the team can enter the village by paying admission.
What is the Champion’s Passport?
It is a code of ethics: the values of sport to respect in order to be part of the HaBaWaBa community.
What is the aim of the HaBaWaBa project?
To spread the values of sport among children and create a deep bond with water polo through an unforgettable experience.
“Dall’HaBaWaBa al Settebello, la pallanuoto è amicizia” · HaBaWaBa
“Dall’HaBaWaBaalSettebello,lapallanuotoèamicizia”
Parla Andrea Mladossich, 19enne rivelazione di Trieste fresco dell’esordio in Nazionale: “In azzurro con i compagni di una vita, è stato speciale”
Andrea Mladossich è parte dell’anima triestina di Trieste, terza in classifica in A1 maschile con un gruppo costruito sommando importanti colpi di mercato a giocatori allevati con pazienza nel proprio settore giovanile. L’attaccante classe 2002 ha esordito in prima squadra a 15 anni nella stagione 2017/18 - a lanciarlo fu il tecnico Miroslav Krstovic - poi la crescita graduale sotto la gestione di Daniele Bettini e l’esplosione quest’anno: Mladossich è un giocatore dinamico, intenso, si potrebbe dire contemporaneo. Sempre presente sui due lati del campo e capace ora anche di segnare gol pesanti. Un giocatore importante, per Trieste.
Andrea Mladossich nella stagione 2017/18, quella dell'esordio a 15 anni in A1 maschile (foto B. Seppi). In alto l'attaccante oggi (foto M. Todaro).
“Sono migliorato e lo so, ma la verità è che qui c’è un bel gruppo, ognuno dà il suo e anche io cerco di fare il meglio per la squadra”, dice al telefono, durante una pausa dagli studi per diventare igienista dentale. “La partita più emozionante finora è stata la vittoria sul Brescia - continua Mladossich - abbiamo fatto qualcosa di incredibile e io mi sono sentito parte integrante di quella vittoria. È stato diverso, speciale”.
L’appartenenza al gruppo, la condivisione, sembrano essere valori importanti per Mladossich, che parla di collettivo anche quando racconta il momento più alto della sua ancor breve carriera nel mondo della pallanuoto: l’esordio nel Settebello avvenuto lo scorso 7 dicembre in occasione dell’amichevole vinta dagli azzurri a Zagabria contro la Croazia. A causa delle assenze dei giocatori di Brescia e Pro Recco il c.t. Sandro Campagna ha lanciato 9 debuttanti in azzurro: tra loro anche l’altro triestino Michele Mezzarobba e 5 talenti che, insieme a Mladossich, hanno conquistato l’argento ai Mondiali U20 di Praga la scorsa estate, ovvero Filippo Ferrero, Francesco Condemi, Francesco Cassia, Andrea Patchaliev e Matteo Iocchi Gratta.
Mladossich festeggia l'oro agli Europei U17 di Tbilisi del 2019 (foto DeepBlueMedia).
“Eravamo tutti convocati per il collegiale del Progetto Tecnico e all’improvviso ci siamo ritrovati a Zagabria - racconta Mladossich - Quando ci hanno detto che saremmo andati in Croazia ci siamo guardati increduli. È stata un’emozione particolare, ma l’ho vissuta bene perché ero insieme ai miei compagni di una vita. Anche quando siamo scesi in acqua stavo bene: era come se ne avessi giocate altre mille di partite nel Settebello, perché mi sono girato e ho visto i miei compagni di sempre. Credo che quel fattore ci abbia dato qualcosa in più rispetto al poter debuttare da soli. Inoltre faccio parte di un gruppo che sente la nazionale in maniera diversa, quando indossiamo la calottina azzurra mettiamo in acqua qualcosa in più. È accaduto anche in estate a Praga con l’U20, ci chiamavamo la squadra del cuore: quella nazionale aveva difetti tecnico-tattici dovuti a una preparazione che è stata complicata, ma sempre ha sempre dato tutto, è stata unita, e questo ci ha portato fino all’argento. La cosa più incredibile di Zagabria è stata poi esordire in azzurro insieme a Michele (Mezzarobba, ndr). Abbiamo un rapporto intenso e da sempre, anche insieme a Daniel Podgornik (altro giocatore triestino, ndr), avevamo il desiderio di portare insieme Trieste a qualcosa di importante. Debuttare insieme col Settebello ci ha fatto sorridere”.L'Italia U20 argento ai Mondiali della scorsa estate a Praga (foto Fina).
Mladossich, Mezzarobba e altri 5 degli esordienti azzurri di Zagabria sono legati anche da un altro elemento comune: la partecipazione da bambini all’HaBaWaBa International Festival. “Ho partecipato a 2 edizioni, è il torneo più bello che un bambino possa giocare - afferma Mladossich -. Mi ricordo che guardavo la classifica cannonieri e provavo a stare dietro a Thomas Vernoux (oggi stella del Marsiglia e della Francia, ndr) e Ferrero, che già da piccoli erano fortissimi. E poi ricordo il divertimento, la voglia di fare bene, anche la tristezza per le sconfitte che si compensava però con lo stare insieme agli altri, ai propri amici. L’HaBaWaBa è una settimana di divertimento puro che però aiuta a crescere in tante cose. Ti aiuta a capire il valore fondamentale dell’amicizia e del rispetto verso le altre culture, ma anche cosa vuol dire arrangiarsi, prendersi le proprie responsabilità. E poi ha sicuramente creato un legame più forte tra me e la pallanuoto. Dai 6 ai 9 anni i miei genitori mi hanno fatto praticare più sport possibili: sci, calcio, basket, tennis, nuoto. Volevano che avessi un’ampia visione delle cose. Mio padre Mauro è stato un pallanuotista - ha militato nell’Edera - e mi ha fatto conoscere la pallanuoto, senza mai forzarmi a praticarla. L’HaBaWaBa è stato un passo fondamentale per innamorarmi di questo sport”.