The biggest youth water polo event in the world: for U9, U11 and U13, held every year in Lignano Sabbiadoro (UD) and drawing teams from five continents.
When is the next Festival?
From 13 to 20 June the week for U9 and U11, from 20 to 27 June the week for U13.
Do boys and girls play together?
U9 and U11 tournaments include girls’, boys’ and mixed teams. The U13 event is split into a girls-only tournament and one for boys-only or mixed teams.
How do you enter the Festival?
Open the page of the event for your team (U9-U11 or U13) and follow the Registration Guide: it contains the information, duties, costs and deadlines. A club can enter more than one team in a single tournament.
Where do teams stay during the Festival?
Teams, made up of players, coaches and officials, all stay inside Bella Italia & EFA Village. Parents, family and supporters travelling with the team can enter the village by paying admission.
What is the Champion’s Passport?
It is a code of ethics: the values of sport to respect in order to be part of the HaBaWaBa community.
What is the aim of the HaBaWaBa project?
To spread the values of sport among children and create a deep bond with water polo through an unforgettable experience.
Il club del presidente Damiani ha investito 3 milioni per i lavori della comunale: “Sarà impianto a prova di Covid. E la pallanuoto avrà un ruolo centrale”
Rinascere dalla crisi, con coraggio, idee e investimenti. È la strada intrapresa dall’Anzio Waterpolis, che ha approfittato dello stop alle attività sportive dovuto all’emergenza coronavirus per avviare i lavori di ristrutturazione della piscina comunale, in gestione dall'inizio dell'anno. Un investimento, quello sull’impianto, che si aggiunge a quello che il presidente Francesco Damiani ha sostenuto in estate per costruire una squadra capace di vincere i playoff di A2. Il campionato sospeso e la mancata riforma della formula dell’A1 maschile hanno lasciato l’Anzio, almeno per ora, nella serie cadetta. “Inutile nascondere che siamo delusi dalle tante chiacchiere di queste settimane - spiega Damiani - . Questa ipotesi dell’A1 a 16 squadre l’ho sentita anche da personalità autorevoli. Noi, Metanopoli, Catania o qualche altro ci avevamo fatto un po’ la bocca e io ho mandato alla Fin una pec di disponibilità qualora ci fosse stata la possibilità di giocare l’A1. Credo che sarebbe stato un’A1 più competitiva. D’altra parte era difficile stabilire i criteri per scegliere tra noi e il Catania, sarebbe stata una scelta in deroga a qualunque tipo di regola, ma le deroghe si utilizzano proprio in situazione straordinarie come questa dovuta al Covid-19. Detto questo, non me la posso prendere con nessuno, dell’A1 a 16 avevo appreso dalle testate giornalistiche. Siamo delusi, ma siamo già partiti per cercare la promozione l’anno prossimo”.Il presidente dell'Anzio Waterpolis Francesco Damiani
La sfida che coinvolge Damiani in questi giorni è quella riguardante la ristrutturazione della piscina di Anzio. “Per le difficoltà con l’impianto di Latina già dall’anno scorso abbiamo scelto di trasferirci ad Anzio e quest’anno abbiamo cambiato nome alla società, da Latina Pallanuoto ad Anzio Waterpolis. Nel frattempo il Comune di Anzio ha emesso un bando europeo per la gestione della piscina, un impianto con una grande potenzialità, ma vetusto, che presenta una vasca da 50 metri coperta, poi un’altra da 16 e una da 10. Praticamente è l’unica piscina olimpionica tra Roma e Napoli, per di più in una in piazza con buona tradizione negli sport acquatici e nella pallanuoto. Cercavano qualcuno disponibile a ristrutturarlo: abbiamo risposto e ce lo siamo aggiudicato. Il 27 dicembre ci hanno consegnato l’impianto, che poi è stato il 6 marzo per l’emergenza coronavirus. Il bando prevede 25 anni di gestione in cambio del rifacimento totale dell’impianto. Considerata l’emergenza, abbiamo progettato soluzioni all’avanguardia sul piano energetico e per l’adeguamento della struttura alle misure anti-Covid. Con le piscine chiuse per il coronavirus abbiamo anticipato l’inizio dei lavori, che dovrebbero concludersi nell’autunno 2021.Rifaremo la copertura, la struttura esterna attuale verrà smaltita, poi rifaremo le vasche, le gradinate, e predisporremo nuovi spogliatoi con tutte le accortezze anti-Covid. Si tratta di un progetto impegnativo, interamente a carico nostro. Ci auguriamo di poter svolgere gran parte dei lavori in estate per riaprire a settembre 2020, in modo da essere a disposizione degli utenti - abbiamo 700 iscritti, ma il nuovo impianto ne potrà accogliere più del doppio - e del settore pallanuoto. Nel frattempo completeremo i lavori”.
L’emergenza coronavirus non ha di certo aiutato l’investimento di Damiani e dell’Anzio. “In questi casi o subisci e diventi più povero o rilanci e investi - Damiani è manager di una multinazionale del settore bancario -. Il mondo non finirà col coronavirus, passerà anche questa situazione e il settore degli sport acquatici lo supererà. Raramente le piscine sono gestite come un’impresa, spesso non si investe per migliorare gli impianti o pensare al profitto nel medio o lungo periodo. Noi abbiamo fatto un investimento da 3 milioni di euro, non possiamo pensare di rientrare in tempi velocissimi. Speriamo di farlo nei prossimi 10 anni gestendo l’impianto a livello manageriale e favorendo l’attività di base. Vogliamo creare un habitat confortevole, che possa consentire alle persone di svolgere lo sport che più gli piace. Attraversiamo un momento difficile, ma chi investe ora può ritrovarsi un impianto innovativo”.Un secondo rendering del progetto riguardante la piscina di Anzio. In alto il primo
In questo contesto, la pallanuoto recita un ruolo importante per l’Anzio Waterpolis, così come accadeva per il Latina Pallanuoto. “Abbiamo rilevato il settore giovanile dell’Anzio, ma questo prima ancora di aver vinto il bando. Quanto alla pallanuoto, penso di avere una visione diversa da molti. Quando sei un ragazzino e nuoti, hai 2 possibilità: o fai agonismo oppure passi la vita la guardare la striscia nera sul fondo. Tanti ragazzi si stancano e vanno a fare calcio, anche perché la pallanuoto ha scarsa visibilità. La pallanuoto ha un costo, è vero, però il suo obiettivo è quello di far entrare in vasca il bambino, offrendo uno sport completo e divertente, e non farlo uscire più. Già quest’anno abbiamo selezionato 38 bambini per la categoria HaBaWaBa, che serve a focalizzare la passione dei più piccoli. A Latina avevamo 150 ragazzi nel settore giovanile, oggi siamo già tornati a 80-90 qui ad Anzio. Negli anni passati abbiamo avuto anche tre squadre U13 o due U15. Su questo come presidente insisto con gli allenatori: la possibilità di poter giocare la dobbiamo dare a tutti, anche perché a quel punto allarghi il movimento e i numeri della pallanuoto. Il costo iniziale della pallanuoto vale la pena sostenerlo, perché i ragazzi non escono più dal circuito e questo ti porta un certo indotto: nella piscina rinnovata avremo un’area food, puntiamo magari a inserire una ludoteca per offrire un sostegno alle famiglie e trasformare l’impianto in un centro d’incontro aperto a tutti”.